Lazio col coltello fra i denti: fermata la corazzata Ibrahimovic a Milano
Il Milan a capofitto nella parte iniziale della ripresa. Ibrahimovic, al 6′, coglie tutti e due i pali, con il pallone che finisce tra le braccia di Muslera. Pochi minuti dopo Biava salva sulla linea un altro gol sicuro. Passata la buriana, la Lazio si è difesa con tutta l’anima, anche se non era in gran giornata: ma il Milan non è sembrato in condizioni migliori.
Tutto sommato, un gran pareggio, che fa respirare un po’ il campionato. Se il Milan avesse sfruttato una di quelle tre grandi occasioni, ora sarebbe forse irraggiungibile in classifica, dato che nemmeno le rivali appaiono in forma strepitosa. Vedremo domani alla controprova Napoli, Roma, Inter e Juventus. Per ora la Lazio il suo dovere l’ha fatto, e le altre debbono dirle grazie.
Ma la Lazio deve pensare anche a sé, a costruire qualcosa di buono. Per lei sono finiti tutti i tipi di straordinari, non ci saranno più turni infrasettimanali, non ci saranno più coppe né altri impicci che le altre si ritrovano fra i piedi. Ci sono da recuperare Zarate, Matuzalem, Rocchi, Floccari, Diakité: e scusate se è poco. Devono ritrovare lo smalto gli Hernanes, i Brocchi, i Mauri, i Dias, i Ledesma, che finora hanno sputato l’anima ed hanno bisogno di non tirare più la corda.
La Lazio sa difendersi, ma deve anche imparare ad attaccare meglio. Kozak ha dato l’anima, però Sculli, assorbito in un lavoro tutto di raccordo, non ha potuto dargli il minimo aiuto. Peccato, perché Oddo e Yepes hanno ballato e hanno commesso una serie di falli lasciati impuniti da Damato: puntandoli a dovere, ci poteva scappare anche la grossa sorpresa.
Ma siamo già contenti così: la Lazio ha saputo farsi rispettare, e vedrete che saprà farlo da qui alla fine, ritrovando la strada per l’Europa.
